Usage of TLS in DDNS Services leads to Information Disclosure in Multiple Vendors

Impatto sulla sicurezza relativo all’utilizzo di TLS con i servizi di Dynamic DNS (DDNS) proprietari dei vendor.

I published the original advisory, in English, @ USH – a beautiful place.

Scenario di rischio

L’utilizzo dei servizi Dynamic DNS (DDNS) integrati nelle appliance, ovvero quelli messi a disposizione direttamente dai produttori come Fortinet o QNAP, comporta un impatto sulla sicurezza in quanto il loro utilizzo si ripercuote su una maggiore superficie di attacco identificabile da un attaccante.

Attraverso questa breve analisi, si intende dimostrare come l’implementazione di tale servizio su una rete influisca sulla sua sicurezza creando un’opportunità per un attaccante di sfruttare eventuali vulnerabilità.

Introduzione a TLS e Certificate Transparency Log

La sicurezza delle comunicazioni su Internet è essenziale per garantire la confidenzialità e l’integrità delle informazioni scambiate tra utenti e siti web.
Uno strumento fondamentale per implementare questa sicurezza è rappresentato dai certificati X.509 e dal protocollo TLS, tecnologie che consentono di stabilire connessioni crittografate e autenticate.

Il Certificate Transparency (CT) è un meccanismo progettato per migliorare la sicurezza e la trasparenza nell’emissione dei certificati SSL, consentendo a terze parti di monitorare e verificare il processo di certificazione.

Il Certificate Transparency Log è un registro pubblico e immutabile di tutti i certificati emessi da una Certification Authority (CA). Questo registro fornisce un meccanismo trasparente per monitorare e verificare l’emissione dei certificati, consentendo di individuare e mitigare potenziali minacce alla sicurezza, come l’emissione di certificati fraudolenti.

Il funzionamento del Certificate Transparency Log può essere riassunto nei seguenti passaggi:

  1. Richiesta di Certificato SSL: Un sito web richiede un certificato SSL a una Certification Authority (CA).
  2. Emissione del Certificato SSL: La CA emette un certificato SSL.
  3. Registrazione nel Certificate Transparency Log: Il certificato emesso viene registrato nel Certificate Transparency Log insieme ad altre informazioni pertinenti, come il nome del dominio, la data e l’ora di emissione e altri dettagli.

Nonostante il Certificate Transparency Log sia stato progettato per migliorare la sicurezza e la trasparenza, la sua stessa natura pubblica può comportare rischi di Information Disclosure.

Di fatto, non è una novità che gli attaccanti abusino del Certificate Transparency Log per individuare sotto-domini e ampliare in questo modo la superficie di attacco e, di conseguenza, la possibilità di fare breccia nell’azienda target.

Introduzione a DDNS (Dynamic-DNS)

Dynamic Domain Name System (Dynamic DNS o DDNS) è una tecnologia che consente agli utenti di associare un Fully Qualified Domain Name (FQDN) a un indirizzo IP che può cambiare nel tempo.
Il processo coinvolge due elementi principali: un client DDNS installato sul dispositivo che si desidera rendere accessibile e un server DDNS gestito da un provider di servizi.

Sebbene questo tipo di tecnologia non sia consigliata per l’uso in ambienti SMB (Small and Medium Business) o Enterprise, è molto popolare in ambienti SOHO (Small Office/Home Office). Infatti, un numero crescente di fornitori sta integrando questo servizio nelle proprie appliance.

Mass-Exploitation

L’ultilizzo combinato delle due tecnologie, ovvero richiedere un certificato SSL per un FQDN associato a un dominio DDNS di un determinato vendor, può creare un problema relativo allo sfruttamento massivo di vulnerabilità.

Si pensi ad esempio a un produttore di firewall “ACME Inc.” che offra il suo servizio DDNS sul dominio “acme-firewall.com”.
In caso di vulnerabilità su questo firewall, un attaccante può sfruttare il log della Certificate Transparency per individuare target vulnerabili semplicemente cercando tutti i sotto-domini di “acme-firewall.com” e compromettere massivamente migliaia di dispositivi esposti.

Fortinet

FortiNet nei prodotti firewall FortiGate, ha introdotto il servizio “FortiGuard DDNS” che, oltre ad agevolare il setup di sistemi VPN in assenza di IP statico, di fatto incoraggia l’esposizione ad internet dell’interfaccia amministrativa dell’appliance.

Il servizio FortiGuard DDNS utilizza tre domini di proprietà di FortiNet: fortiddns.com, fortidyndns.com, float-zone.com, e integra un client ACME per la generazione automatica dei certificati SSL tramite Let’s Encrypt.

Interrogando un servizio di Certificate Transparency Log per il dominio fortiddns.com un attaccante può venire a conoscenza di oltre 2300 potenziali target a cui è stato rilasciato di recente un certificato per fortiddns.com (risultati filtrati per certificati non ancora scaduti). Il servizio usato per questo esempio ha troncato i risultati per la presenza di troppe entry corrispondenti alla query di ricerca, questo significa che in realtà i potenziali target sono molti di più.

Su Shodan invece sono indicizzati ben 7968 target per lo stesso dominio. La quasi totalità degli host è stata indicizzata tramite il campo “Common Name” del certificato SSL.

QNAP

QNAP dispone del servizio “myQNAPcloud” per semplificare l’accesso remoto ai propri prodotti NAS.
Anche in questo caso, il produttore incoraggia di fatto l’esposizione ad internet dell’appliance tramite tale servizio che utilizza il DDNS proprietario myqnapcloud.com.

Il servizio di Certificate Transparency Log interrogato restituisce oltre 4400 potenziali target, anche in questo caso i risultati di ricerca sono troncati.

Shodan restituisce 39027 target, anche in questo caso indicizzati tramite il campo “Common Name” del certificato SSL.

Mikrotik

Anche Mikrotik, produttore di router e switch, dispone di un servizio DDNS sul dominio sn.mynetname.net e integra un client ACME sulle loro appliance.
Il sotto-dominio generato dal servizio è composto dal numero seriale dell’appliance (che corrisponde al MAC address della prima interfaccia di rete), esempio: serialnumber.sn.mynetname.net.

L’FQDN generato dal servizio è composto dal numero seriale dell’appliance (che corrisponde al MAC address della prima interfaccia di rete), esempio: serialnumber.sn.mynetname.net.

Il servizio di Certificate Transparency Log interrogato restituisce oltre 1300 potenziali target, anche in questo caso i risultati di ricerca sono troncati.

Shodan invece restituisce 3885 target indicizzati per Common Name.

Conclusioni

Anche se l’utilizzo di DDNS non implica automaticamente l’esposizione ad internet di interfacce amministrative e servizi, di fatto ne incoraggia la pratica.
Ad ogni modo, quando utilizzato in concomitanza con un client ACME che genera automaticamente un certificato X.509 sul dominio DDNS, si viene a creare automaticamente un problema di Information Disclosure.

Pertanto, è fondamentale che i produttori comunichino chiaramente agli utenti questi potenziali rischi per la sicurezza, sottolineando l’importanza di una configurazione prudente.

Metasploit’s post-exploitation module to extracts Mikrotik Winbox credentials

Metasploit’s post gather modules are useful to gathering additional information from a host after a Metasploit session has opened.

This module is a Post-Exploitation Windows Gather to perform credentials extraction against the Mikrotik Winbox when the “Keep Password” option is selected in Winbox.

I sent a Pull Request to Rapid7 wich was accepted and this module is now part of metasploit. So, now I’m a metasploit contributor 😉

Usage

  • Get a session on Windows host (meterpreter, shell and powershell sessions are supported)
  • Run: run post/windows/gather/credentials/winbox_settings
  • If any users in the system has a Keep Password enabled in Winbox, the credentials will be printed out

Use CJMCU-232H as ICSP/ISP programmer with AVRDUDE

CJMCU-232H is a very popular module based on the FT232H that can be used as JTAG, SWD, ICSP/ISP interface to flash most of microcontrollers (for example ESP32, STM32 and AVR).

AVRDUDE stands for “AVR Downloader Uploader” and is a software tool for downloading and uploading the on-chip memories of Microchip’s AVR microcontrollers (like ATMega).

The CJMCU-232H presents itself to the OS as “idVendor=0403, idProduct=6014”, so we can use the default “UM232H” programmer type of AVRDUDE like:

avrdude -c UM232H -p m328pb -v

UM232H programmer should already be defined in the “/etc/avrdude.conf” so we don’t need to modify/patch any files.

For completeness I report the configuration:

programmer
  id         = "UM232H";
  desc       = "FT232H based module from FTDI and Glyn.com.au";
  type       = "avrftdi";
  usbvid     = 0x0403;
  usbpid     = 0x6014;
  usbdev     = "A";
  usbvendor  = "";
  usbproduct = "";
  usbsn      = "";
  sck    = 0;
  mosi   = 1;
  miso   = 2;
  reset  = 3;
;

Cell Broadcast, questo sconosciuto

Dopo i primi test del servizio “IT-alert” i complottari incalliti hanno un nuovo nemico.

Nel loro fantastico mondo dove la terra è piatta, lo sbarco sulla luna è un film di Kubrick, dove ti iniettano i chip con i vaccini e si provocano disastri meteorologici con le scie chimiche, poteva mai mancare il telecontrollo via IT-alert?

Tristezza

Non è mia intenzione debunkare questa follia, sarebbe dispendioso come ci insegna anche la “teoria della montagna di merda“:

“Per produrre una montagna di merda ci vuole poca fatica, mentre per pulirla ci vuole una fatica immensa e comunque l’odore ti rimane addosso. Questa è l’asimmetria fondamentale del cospirazionismo.”

Ne approfitto per scrivere due righe su cosa c’è sotto. Intendo realmente, non nel triste mondo dei tristi complottari.

Il servizio IT-alert sfrutta la tecnologia chiamata “Cell Broadcast” la cui architettura è descritta nello standard 3GPP 23.041 e che esiste da praticamente sempre nella storia del GSM, tant’è vero che è supportata su tutte le reti: 2G, 3G, LTE, 5G.

Stralcio della specifica V3.0.0 del 1999

Probabilmente i complottari, da adolescenti, hanno già utilizzato questa tecnologia sui loro primi telefonini senza neanche rendersene conto. Ma, all’epoca non c’era ancora il ragazzino su TikTok che scopriva i segretissimi piani della NASA e del Nuovo Ordine Mondiale.

Se vi ricordate, sui primi telefoni GSM (parlo ai tempi del Motorola 8700, StarTAC, ecc), sul display vi appariva il nome della rete dell’operatore: “I-TIM”, “I-OMNITEL”, ecc.

Nel menu potevate scegliere un “canale” proprio nella voce “CELL-BROADCAST” e, inserendo 50, appariva il nome della vostra città accanto al nome operatore: “I-TIM NAPOLI“. Ecco, questo era un servizio della tecnologia “Cell Broadcast” che doveva servire agli operatori ad applicare tariffe scontate quando la chiamata era destinata allo stesso distretto in cui il telefono era registrato.

Questo, fino ad IT-alert, è stato l’unico servizio attivo in Italia sulla tecnologia “Cell Broadcast” e probabilmente neanche mai sfruttato dagli operatori del tempo.

Manuale Motorola StarTAC
Manuale Motorola StarTAC, anno 1998

Il Cell Broadcast è definito dall’Istituto europeo per gli standard di telecomunicazione (ETSI) ed è incluso negli standard GSM 3GPP. Si tratta di un servizio di rete mobile basato sulla localizzazione che invia in massa messaggi di testo o binari ai telefoni cellulari nel raggio d’azione di una singola cella, di un gruppo di celle, o all’intera rete.

I messaggi Cell Broadcast subiscono una serie di passaggi che coinvolgono i seguenti componenti:

CBE (Cell Broadcast Entity): è il luogo di origine del messaggio Cell Broadcast.

CBC (Cell Broadcast Center): riceve i messaggi dal CBE e si collega alla rete dell’operatore mobile instradandoli alle celle di destinazione attraverso i controllori RAN.

RAN (Radio Access Network): distribuisce il messaggio di trasmissione delle celle alle celle di destinazione. BSC, RNC, MME e AMF sono i controller RAN rispettivamente per 2G, 3G, 4G/LTE e 5G.

BTS: La cella ovvero il ripetitore.

Dispositivo dell’utente finale: il telefono. Il messaggio può essere visualizzato in modi diversi, a seconda del protocollo specifico e del dispositivo specifico.

I messaggi di tipo broadcast hanno una priorità maggiore rispetto al resto del traffico e quindi passano anche in caso di rete congestionata.

In definitiva, è quasi come la ricezione di un SMS, nessuno vi sta spiando. Dormite sonni tranquilli e siate più sereni. Anzi, se il servizio possa servire un giorno a salvare qualche vita dovreste essere solamente contenti.

Se il servizio sarà utile o no lo scopriremo. In diversi paesi è già attivo da anni.

Esempio di avviso a Los Angeles risalente al 2018